Un'azienda agricola funziona su un mix che poche altre settori conoscono: produzione fisica legata alla stagione e al meteo, amministrazione relativa a concimazione, fitosanitari e sussidi che lascia poco spazio agli errori, decisioni di coltivazione o allevamento che si basano su esperienza e osservazione, e un lato commerciale che spesso passa attraverso un numero limitato di acquirenti o cooperative. Inoltre il titolare è di norma presente in prima persona nel podere, nella stalla o nel fienile, e gran parte della conoscenza su terreno, animali e macchinari non è scritta da nessuna parte ma risiede nella testa di una sola persona.
Questa combinazione determina l'esito quando arriva un acquirente. Un acquirente non conta le ore che vi si dedicano ora, ma calcola cosa continua a funzionare se il titolare attuale viene meno. In un'azienda dove amministrazione, pianificazione e persino parte delle decisioni di coltivazione si basano su sistemi e regole documentate, rimane di più rispetto a un'azienda dove tutto dipende dal fiuto di una sola persona.
Lo spostamento avviene a tratti nell'azienda, non in modo uniforme su tutto. Si distinguono tre tipi di lavoro.
Lavoro che l'AI può subentrare: la compilazione della contabilità sul letame e delle domande di sussidio sulla base di regole fisse, la redazione di rapporti per la banca o il commercialista, la segnalazione di anomalie nei dati dei sensori di stalla o serra, e la pianificazione dei calendari di coltivazione sulla base di rese storiche e dati meteorologici.
Lavoro che passa in parte, con supervisione umana che approva o respinge motivando: consulenza fitosanitaria in cui un sistema formula una proposta ma il coltivatore decide sulla base dell'appezzamento e dello stato attuale della coltura, oppure programmi di alimentazione che un modello calcola ma che l'allevatore adegua sulla base di ciò che osserva negli animali.
Lavoro che resta lavoro umano: la valutazione della salute di un animale tramite odore, comportamento e contatto, la trattativa con un acquirente su prezzo e consegna, e la valutazione del momento del raccolto in cui terreno, coltura e mercato pesano insieme in un modo che non si lascia catturare in poche variabili.
La differenza tra aziende non sta nel settore ma nell'organizzazione. Un'azienda che già lavora con protocolli documentati, dati di sensori e amministrazione digitale può affidare già oggi quella prima categoria a un sistema. Un'azienda dove tutto sta su carta e nella testa del titolare deve ancora compiere quel passo prima che l'AI possa subentrare in qualcosa lì.
Quando il lavoro passa ai sistemi, si sposta il peso di ogni driver che un acquirente considera.
La dipendenza dal titolare pesa di più. Un'azienda in cui il titolare è l'unico a sapere quale appezzamento va concimato quando o quale acquirente accetta quale qualità, rappresenta per un acquirente un rischio che si riflette nel prezzo. Se questa conoscenza è documentata e in parte automatizzata, quel quadro cambia.
Anche la qualità dell'utile cambia di natura. Un risparmio che nasce perché un regime di sussidio risulta favorevole o un fornitore offre un prezzo basso, conta per un acquirente in modo diverso rispetto a un risparmio insito nel processo stesso, ad esempio perché il lavoro di pianificazione o amministrazione richiede strutturalmente meno tempo. Il primo decade non appena viene meno la circostanza, il secondo continua a esistere sotto un nuovo titolare.
Anche la concentrazione della clientela, la qualità della documentazione nelle informazioni gestionali e la prevedibilità della resa pesano nel calcolo, e si spostano man mano che sempre più lavoro continua a funzionare in modo dimostrabile al di fuori del titolare.
Su cosa questo significhi per il personale, vale quanto segue: quali passi un datore di lavoro compie in seguito al cambiamento del lavoro spetta al datore di lavoro stesso, con i propri requisiti di legge applicabili. Questo non è una consulenza sul personale né una motivazione per una decisione di licenziamento.
Il settore agricolo non è l'unico in cui l'AI sposta il peso dei driver di valore, e il confronto rende visibile cosa è specifico del settore e cosa vale ovunque. Nel settore ricreativo la stagionalità gioca un ruolo paragonabile a quello del meteo e della stagione di crescita qui, come si legge in cosa rende preziose le aziende stagionali agli occhi di un acquirente. Nei servizi finanziari l'accento è invece posto su regolamentazione e documentazione, approfondito in cosa significa il lavoro guidato da regole per la vendibilità di una società di consulenza. E nel settore delle pulizie, dove il lavoro costituisce una quota dei costi paragonabile a quella dell'allevamento, si vede come i servizi ad alta intensità di personale costruiscono o perdono valore.
La domanda di fondo è la stessa in ogni azienda: quale lavoro qui è davvero trasferibile all'AI, e quale no. A questa domanda si risponde compito per compito con la werkscan (scansione del lavoro) di FTE TO AI, applicata alla propria azienda anziché al settore in generale.
Chi vuole prima sapere come si posizionano le proprie informazioni gestionali in termini di completezza e attualità, trova un approfondimento in come le informazioni gestionali si professionalizzano da fogli Excel sparsi a un sistema di cui un acquirente si fida. E chi si chiede cosa deprime concretamente il prezzo della propria azienda, lo legge in i sette motivi più frequenti per cui un'azienda risulta valere meno di quanto il titolare pensi.
Gli otto driver che un acquirente valuta non sono tutti ugualmente visibili dal podere. Il controllo di valore gratuito consiste in otto brevi domande, una per driver, e offre un primo quadro di quale driver deprime maggiormente oggi il prezzo della sua azienda. La waardescan (scansione del valore) completa, con punteggio di maturità per driver, base probatoria, indice di dipendenza dal titolare e un calendario biennale verso il momento dell'uscita, è in fase di realizzazione.